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Introduzione all 'ANALISI TECNICA del dott. Pier Paolo Soldaini

Che cos'Ŕ l'analisi tecnica.

L'analisi tecnica Ŕ lo studio dell'evoluzione dinamica di un mercato mobiliare attraverso l'utilizzo sistematico di strumenti grafici, matematico-statistici ed euristico-quantitativi che consentono di descriverne l'andamento passato e, tramite la sua interpretazione, di prevederne il probabile sviluppo futuro allo scopo di gestire le politiche di investimento su di esso.

Illustriamo i contenuti di questa definizione:

Con il termine "studio dell'evoluzione dinamica di un mercato mobiliare" si intende lo studio dei movimenti del mercato stesso nel tempo che sono rilevabili attraverso le due principali fonti informative disponibili: il PREZZO del valore mobiliare e il VOLUME degli scambi.

Lo "strumento grafico" Ŕ costituito dalla rappresentazione su un piano cartesiano dei movimenti del mercato in relazione al tempo oppure in relazione a significative variazioni nel prezzo. Le tipologie di grafici piu' utilizzate e conosciute sono i grafici "bar chart", i grafici a "candele giapponesi", i grafici a "linea continua". Sono tipologie che mettono in relazione le variabili prezzo e volume con il tempo.Altre tipologie di grafici meno utilizzate sono i grafici "point & figure", i grafici "three line break", i grafici "kagi chart" e i grafici "renko chart". Queste altre tipologie prendono in considerazione solo la variabile prezzo mettendola in relazione con variazioni significative dello stesso.

Gli "strumenti matematico-statistici" si riconducono alle tecniche di gestione del portafoglio che consentono di ottimizzare le performance di un paniere di titoli in relazione ad un determinato profilo di rischio. Queste tecniche fanno leva su variabili statistiche e matematiche quali retta di regressione lineare, volatilitÓ, varianza e covarianza, e tutta una serie di altre variabili. Le tecniche piu' conosciute ed utilizzate sono "Il modello di Markowitz" e il modello "CAPM" (Capital Asset Pricing Model) di Sharpe.

Gli "strumenti euristico-quantitativi" sono rappresentati da una serie di formule ed algoritmi ideati durante gli anni '80 da analisti nordamericani i quali hanno testato le loro elaborazioni su serie di dati storici quantitativamente rilevanti per verificarne il grado di affidabilita'. Queste elaborazioni hanno dato origine ad un insieme molto vasto di indicatori che si suddividono in due grandi categorie: indicatori di tipo lagging ed indicatori di tipo leading. I primi tendono ad individuare una tendenza evolutiva con un leggero ritardo temporale, ma risultano tendenzialmente piu' efficaci anche se dal punto di vista strettamente operativo sono meno utilizzabili. Gli indicatori di tipo leading tendono invece ad anticipare il probabile sviluppo evolutivo del mercato: proprio per questo motivo possono fornire elementi interpretativi che hanno un minor grado di affidabilita' ma vengono maggiormente utilizzati a livello operativo.

Tra i principali indicatori lagging possiamo ricordare le medie mobili, mentre gli indicatori leading piu' utilizzati, noti anche come oscillatori, sono: l'indice di forza relativa (RSI), lo stocastico e il momentum.

Il momento "descrittivo" dell'analisi tecnica e' costituito dalla rappresentazione grafica su un piano cartesiano dell'evoluzione storica dei prezzi e dei volumi di scambio relativi all'attivita' mobiliare oggetto di studio. Gli obiettivi che si perseguono nella fase descrittiva sono quelli di predisporre uno strumento idoneo ad essere utilizzato efficacemente nella fase interpretativa e di individuare in prima istanza le principali componenti evolutive del mercato, come il trend principale, la ciclicita' e l'eventuale stagionalita'.

Il momento "interpretativo" si concretizza generalmente nell'applicazione ai grafici degli schemi evolutivi elaborati dai principali esponenti della chart analisi classica: Charles Dow, Ralph Elliot e William Gann, e degli strumenti di natura euristico-quantitativa che fanno capo agli esponenti dell'analisi tecnica moderna. L'obiettivo di questa fase e' quello di comprendere l'atteggiamento prevalente che sussiste tra gli operatori del mercato che, a livello inconscio ed emotivo, tendono a ripetere il proprio comportamento nel tempo in maniera ciclica.

Il momento "previsivo-gestionale" consiste nel formulare una previsione riguardo lo sviluppo probabilistico futuro della variabile prezzo in maniera tale da individuare i livelli di prezzo ottimali per politiche di investimento e disinvestimento sui valori mobiliari stessi.